S. Tommaso d’Aquino

III.34. S. Tommaso d’Aquino
Olio su tela, cm 44,5×30,6

Il bozzetto è preparatorio per il volto di S. Tommaso della tela della Redazione dell’officio del SS.mo Sacramento, nella Cattedrale di Terlizzi (1878). Nella Pinacoteca è custodito anche il “pastello reticolato” per la figura intera (Paloscia 1898, n. 415). Il dipinto terlizzese riprende e semplifica il tema già affrontato dal De Napoli nel 1845 (D’Orsi 1939, p. 8) nell’affresco per la basilica napoletana di S. Domenico Maggiore, dei Predicatori, in pendant con quello raffigurante S. Domenico predica agli Albigesi (1853-1854). Il “valoroso artista” fu infatti chiamato a rifare gli affreschi del 1680 di Michele Regolia, completamente “cassati” per il cattivo stato di conservazione (C. Celano, Notizie del bello dell’antico e del curioso della città di Napoli, a cura di G.B. Chiarini, v. III, Napoli 1856/1860, p. 577). L’opera, subito celebrata dalla critica e “dal plauso degl’intelligenti”, “può giustamente dirsi la più bella decorazione della Chiesa di S. Domenico Maggiore”  dove “il valoroso artista signor Michele de Napoli, vincendo le difficoltà non lievi del dipingere a fresco, è giunto a dare a questo suo lavoro una forza di colorito ed un effetto che maggiore non  avrebbe potuto sperarsi da un dipinto ad olio” e dove le figure, più grandi del vero, “sono dipinte con tanta maestria, che ti appaion davvero animate e vive; tanta è la espressione de’ loro volti” (R. Tufari, S. Tommaso che redige l’ufficio del Sagramento. Dipinto a fresco del Prof. Michele De Napoli, in “Polioramo Pittoresco”, a. XV, n. 11, p. 81-82). Il santo è raffigurato presso l’ostensorio, vero fulcro della composizione intorno al quale ruota tutta la scena teologica e figurativa che comprende, assieme al filosofo e teologo autore della famosa Summa teologica, i quattro primi santi dottori della Chiesa latina: Agostino, Ambrogio, Gerolamo, Gregorio Magno, e altre tre figure, a Napoli quattro, da riconoscersi, anche per via delle vesti liturgiche che indossano, come i santi dottori della Chiesa d’Oriente (Atanasio, Basilio, Giovanni Crisostomo, Gregorio Nazianzeno).
“Ciascuno di questi personaggi ha un tipo proprio, e tutti s’è voluto mostrarli in che relazion fossero l’uno verso dell’altro e principalmente verso dell’Aquinate. Il quale, come a noi più vicino di tempo, il pittore ha voluto che questo essere suo apparisse da certe esteriore urbanità e gentilezza, e però e per questo esser suo e per gli abiti che siamo usi ancora a vedere, di tutti i personaggi quivi dipinti è quello che ha meno idealità” (M. Baldacchini, Quadro di Michele De Napoli in S. Domenico Maggiore, in Albo Artistico Napoletano, a cura di M. Lombardi, Napoli 1853, p. 95)
Se i volti dei vari dottori sono idealizzate, quello di S. Tommaso, ripreso nell’espressione meditativa e con lo sguardo perso nell’elaborazione dottrinale, ben modellato dalla luce che proviene da destra e esalta le rughe e le rotondità, doppio mento incluso, denota una forte resa realistica e ritrattistica da far ipotizzare un modello preciso e studio dal vero. Aspetto ampiamente colto e sottolineato dal D’Orsi che nella  “pesante e volumetrica costruzione” vede “il modello vivo, che non il Santo di maniera” (D’Orsi 1939, p. 29). Una freschezza interpretativa destinata a perdersi però nella pala della Cattedrale di terlizzese.
F.D.P.

Bibliografia: N. Paloscia, Catalogo illustrativo della Pinacoteca De Napoli, Bitonto 1898, n. 418; M. D’Orsi, Catalogo della Pinacoteca De Napoli in Terlizzi, Bari 1939, n. 48, tav. IV.
Scheda Catalogo Generale Soprintendenza BSAE della Puglia: 1600000036, Ch. Farese Sperken, 1974