S. Gerolamo

III.36. S. Gerolamo
Olio su tela, cm 45×30,3

Ancora uno studio di testa questa volta per il S. Gerolamo della tela di S. Tommaso redige l’officio del Sacramento (1878) destinata alla Cattedrale di Terlizzi. Su un fondo parzialmente azzurro la testa, ripresa di profilo, si staglia per il colore bianco dei capelli e la lunghissima candida barba incolta. La fronte alta segnata da profonde rughe, il volto emaciato e con gli zigomi sporgenti e arsi dal sole, rinviano alla vita di privazioni di Gerolamo, eremita nel deserto della Calcide prima di essere chiamato a Roma da papa Damaso. Lo sguardo basso del santo dottore della Chiesa lascia intuire il grande libro che è intento a leggere con riferimento al sapere e ai suoi scritti esegetici tra i quali la vulgata della Bibbia, che per volere del pontefice tradusse in latino. Nel dipinto della Cattedrale di Terlizzi il santo, dal corpo talmente secco da far affiorare sottopelle le ossa, appare parzialmente coperto da un rozzo manto purpureo, assorto nella lettura del gran libro sulle ginocchia. Diversa l’impostazione nell’affresco napoletano di S. Domenico Maggiore, dove assume posizione leggermente più frontale mentre ai piedi, in alternativa ai grandi libri, compare il cappello cardinalizio a larghe falde, attributo tradizionale sebbene il santo non abbia mai rivestito tale carica. Il soggetto, di cui esistono altri bozzetti nella Pinacoteca, dopo Napoli fu trattato dal nostro per la cattedrale di Altamura (1877): qui il santo eremita è raffigurato sul letto morte, con analogo corpo scheletrico per la vita condotta nella penitenza, attorniato da numerose figure.
F.D.P.

Bibliografia: N. Paloscia, Catalogo illustrativo della Pinacoteca De Napoli, Bitonto 1898, n. 404; M. D’Orsi, Catalogo della Pinacoteca De Napoli in Terlizzi, Bari 1939, n. 44.
Scheda Catalogo Generale Soprintendenza BSAE della Puglia: 1600000142, Ch. Farese Sperken, 1974