Ritratto della moglie

II.18. Ritratto della moglie
Olio su tela, cm 62×51

Il 1861 per De Napoli è un anno di successi professionali e personali. Riceve l’incarico di direttore dell’Istituto di Belle Arti di Napoli, viene nominato consigliere edile della città partenopea , cavaliere dell’Ordine Cavalleresco dei Santi Maurizio e Lazzaro e sposa la napoletana Luisa Patella di ventuno anni più giovane di lui.
Il Ritratto della moglie, databile intorno al 1863 (cfr. Ch. Farese Sperken, La pittura dell’Ottocento in Puglia, Bari 1996, p. 14), è il risultato di un lungo tirocinio iniziato negli anni Quaranta con ritratti convenzionali e terminato tra gli anni Cinquanta e Sessanta dell’Ottocento con risultati più validi, ricchi di introspezione psicologica che denotano l’autonomia e l’abilità raggiunte dall’artista nell’uso dei propri mezzi espressivi. Il dipinto può essere considerato come pendant dell’Autoritratto (cfr. scheda n. 19 in questo catalogo), al quale si avvicina sia dal punto di vista stilistico, che per l’uso del non finito. Il corpo della donna è posto a sinistra, il busto è abbozzato con poche linee di matita, il viso ritratto frontalmente è reso “a pieno impasto di colore, con varietà di piani luminosi e con un certo nervosismo di tecnica” (M. D’Orsi, Michele De Napoli e la Pinacoteca di Terlizzi,in “Japigia”,1939,p 208).
(V.B.)

Bibliografia: M. D’Orsi, Catalogo della Pinacoteca De Napoli in Terlizzi, Bari 1939, n. 9; Ch. Farese Sperken, Per una rivalutazione della pittura dell’Ottocento in Puglia: Michele De Napoli, Francesco Spinelli, Giuseppe De Nittis, in “Archivio Storico Pugliese”, XXVIII, 1975, p. 360; Ch. Farese Sperken, La pittura dell’Ottocento in Puglia, Bari 1996, p. 14, fig. 6.
Scheda Catalogo Generale Soprintendenza BSAE della Puglia: 1600000152, Ch. Farese Sperken, 1972