Ritratto del Primicerio Gaetano Manerba

III. 20. Ritratto del Primicerio Gaetano Manerba

Olio su tela, cm 25,7×21

Il piccolo studio, “molto bozzettistico e lontano dalla versione definitiva” conservato nella Pinacoteca Provinciale “C. Giaquinto” di Bari dove è pervenuto nel 1932 per acquisto da Gaetano Santangelo (Farese Sperken 2005, p. 8), ritrae il primicerio Gaetano Manerba (1763-1846), dignità del collegio canonicale di Terlizzi. Nella resa realistica e con lo sguardo arguto rivolto all’osservatore, l’ottuagenario personaggio, appesantito dagli anni, in ambientazione da studiolo, a mezza figura e di tre quarti, è ritratto seduto con la mano sinistra sul bracciolo e con il braccio destro poggiato su un tavolo mentre con la mano ostenta un foglio tenuto saldamente; indossa talare nera e zucchetto. In secondo piano è raffigurato di profilo il busto di papa Gregorio XVI (1831-1846) mentre sullo sfondo un tendaggio grigio, non presente nell’opera definitiva, lascia meglio risaltare la figura dell’ecclesiastico. Di fatto il primicerio Manerba, “dotto, pio, operoso”, ebbe un ruolo determinante nel ripristino della diocesi di Terlizzi, soppressa pochi decenni prima (1818), unitamente a quella di Giovinazzo, da Pio VII. La diocesi fu nuovamente eretta da Gregorio XVI, e unita aeque principaliter a Molfetta e Giovinazzo, con la bolla Aeterni Patris Filius (12 dicembre 1835). L’impegno di Malerba fu unanimemente riconosciuto: “Tutt’i ceti della cittadinanza Terlizzese gareggiarono di zelo per conseguire la restaurazione di quella cattedra episcopale. Sopra gli altri nondimeno si distinsero l’ottimo e venerando Arcidiacono de Sario di f.m., ed il vivente degnissimo Primicerio di questa Chiesa D. Gaetano Manerba” (M. Garruba, Serie critica de’ sacri pastori baresi, Bari 1844, p. 980).

Il ritratto eseguito da De Napoli intende consacrare ai contemporanei e ai posteri, pensiamo su esplicita richiesta del committente effigiato, il ruolo svolto dal Manerba come mostra il dipinto di Bari, in cui è ben leggibile l’incipit della bolla papale che lo stesso primicerio lesse solennemente, davanti al nunzio pontificio card. Gabriele Ferretti, a conclusione della solenne messa di domenica 8 maggio 1836; il tutto senza, appunto, trascurare la riconoscenza al pontefice il cui busto marmoreo, forse lo stesso ritratto nel dipinto, era destinato ad essere collocato nella nicchia del transetto della Cattedrale di Terlizzi, in pendant con quello di Benedetto XIV che eresse la diocesi nel 1749. Con ciò si vuol sottolineare che il Manerba, ben lungi dal farsi ritrarre “nell’espressione pensierosa e trasognata” e del tutto rivolto, come nelle raffigurazioni tipiche del primo Ottocento, “al proprio mondo interiore e spirituale e trascendenti il mondo reale” (Farese Sperken 1975, p. 362-363) sia ben presente a se stesso e lanci un chiaro messaggio, valido in eterno, del piglio e della decisione a favore della patria natale.

Il Manerba mantenne vivi rapporti di amicizia ed epistolari con De Napoli come documenta una lettera senza data, ma del 1842 e di cui Paloscia pubblica alcune parti, con la quale l’ecclesiastico partecipa le felicitazioni sue e “di tutti gli amici e quanti del paese hanno sentita l’onorevolissima visita” della regina madre nello studio del pittore, concludendo con parole di sentita ammirazione: “Voi già battete le strade della gloria, ed è ciò che forma il comune piacere” (Paloscia 1898, p. 28-29, n. 437). Per la data di realizzazione del ritratto essa si colloca intorno agli anni tra il 1843 e il 1846, periodo nel quale, di ritorno a Napoli dopo il soggiorno romano conclusosi nel 1842, il pittore eseguì numerosi ritratti, tra cui alcuni a matita, ritenuti parte della produzione più felice dell’artista (Farese Sperken 1975, p. 363). In questo periodo va anche collocato il ritratto, nella Pinacoteca terlizzese, di Luca de Samuele Cagnazzi: anch’egli ebbe un ruolo non secondario per il ripristino della cattedra vescovile.

F.D.P.

Bibliografia: N. Paloscia, Catalogo illustrativo della Pinacoteca De Napoli, Bitonto 1898, n. 437; M. D’Orsi, Catalogo della Pinacoteca De Napoli in Terlizzi, Bari 1939, pag. 11 e n. 13; Ch. Farese Sperken, Per una rivalutazione della pittura dell’Ottocento in Puglia: Michele De Napoli, Francesco Spinelli, Giuseppe De Nittis, in “Archivio Storico Pugliese”, XXVIII, 1975, pp. 361-363, fig. 4; Ch. Farese Sperken, Michele De Napoli, Ritratto del Primicerio Manerba, in La Pinacoteca Provinciale di Bari. II, Opere dell’Ottocento e della prima metà del Novecento, coordinamento tecnico scientifico di Ch. Farese Sperken, Roma 2005, p. 8.

Scheda Catalogo Generale Soprintendenza BSAE della Puglia: 1600000015, Ch. Farese Sperken, 1974