Prometeo

I.8. Prometeo
Olio su carta, cm 58,5×43,5

Nel 1839 Michele De Napoli si reca a Roma per studiare: a Palazzo Farnese consolida la propria cultura a contatto con importanti esponenti del neoclassicismo romano, frequenta i salotti culturali romani e conosce noti poeti e filosofi. Al periodo romano risale questo studio di testa di Prometeo, preparatorio per il dipinto Prometeo che plasma l’uomo con l’argilla (Napoli, Museo di Capodimonte) presentato nel 1841 all’Esposizione partenopea e premiato con medaglia d’oro.
Una forte tensione fisica si impossessa di Prometeo rappresentato di profilo. Il Dio del fuoco, iniziatore della prima civiltà umana, è stupito, meravigliato per il prodigio che si sta compiendo: la vivificazione della statua dell’adolescente voluta da Minerva, la dea della Sapienza.. Lo sguardo del Titano lascia trasparire, pur nella elegante e classica compostezza , una forte personalità. La bellezza, lo splendore, l’armonia del corpo testimoniano l’assoluta padronanza disegnativa e l’abilità tecnica raggiunta dal De Napoli.
(V.B.)

Bibliografia: N. Paloscia, Catalogo illustrativo della Pinacoteca De Napoli, Bitonto 1898, n. 578; M. D’Orsi, Catalogo della Pinacoteca De Napoli in Terlizzi, Bari 1939, n. 30.
Scheda Catalogo Generale Soprintendenza BSAE della Puglia: 1600000040, Ch. Farese Sperken, 1973