Crocifisso

III.31. Crocifisso
Carbone e gesso su carta marrone, cm 59×43,8

La sapiente costruzione anatomica del Crocifisso, ripreso con gli occhi chiusi dopo la morte, conferma le straordinarie capacità nel disegno del De Napoli e la lezione di Costanzo Angelini sotto la cui direzione, nel Reale Istituto di Belle Arti partenopeo, affinò l’arte. Il corpo atletico, privo di un pur minimo segno esterno del martirio e della sofferenza, è definito in tutti i dettagli ad eccezione dei piedi che sono solo abbozzati. Perfetta la restituzione dei muscoli e dei nervi delle braccia, del torace con la precisa descrizione delle costole, delle gambe e delle ginocchia mentre un discretissimo perizoma copre giusto il necessario, lasciando a vista l’inguine. Una esasperata perfezione che fa dire al D’Orsi di “preferire gli schizzi più spontanei, eseguiti di getto” (D’Orsi 1939, p. 34). Precisa anche la descrizione della croce dove il disegno indugia sulle venature diagonali e sui nodi del legno. Vicini anche per datazione, gli anni ’40 durante o subito dopo il soggiorno romano (1939-1942), altri due disegni a carboncino del Crocifisso e del Cristo morto.
F.D.P.

Bibliografia: N. Paloscia, Catalogo illustrativo della Pinacoteca De Napoli, Bitonto 1898, n. 110 (o n. 112); M. D’Orsi, Catalogo della Pinacoteca De Napoli in Terlizzi, Bari 1939, n. 100, tav. VI.
Scheda Catalogo Generale Soprintendenza BSAE della Puglia: 1600004333, Ch. Farese Sperken, 1974